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Finalmente ce l’ho fatta!!!

Avevo più o meno 4 anni (o forse 5 ….) , quando mio zio Raffaele arrivò in sella alla sua Yamaha FJ1200 nuova fiammante.

Mettetevi nei panni di un bambino così piccolo che si vede arrivare una specie di marziano , vestito con l’abbigliamento tecnico per la moto (tuta in pelle nera e casco integrale). La prima reazione è stata la paura , immediatamente sostituita da stupore e curiosità. Immaginatevi la mia reazione quando alzandosi la visiera del casco l’alieno prende le sembianze di un paio di occhi castani che mi scrutano. Io ero completamente bloccato di fronte a questa figura che nel frattempo aveva spento il motore , messo il cavalletto ed era sceso dalla moto. Mi guarda e mi dice : “Indovina chi sono?”. Riconosco immediatamente il tono della voce e gli salto addosso , finalmente avevo capito chi si nascondeva dietro quella specie di armatura in sella a quel mostro meccanico. Vi basti pensare che ho trascinato mia madre che teneva in braccio mio fratello (all’epoca aveva un’ anno), per farmi fare una foto a cavallo di questo fantasmagorico oggetto. Volete sapere che cosa è successo , mia madre ha accettato a malincuore la richiesta , (intuendo già che la cosa andava al di là del semplice entusiasmo momentaneo); nel mentre io prendevo il mio fratellino e lo posizionavo sulla sella di fronte a me in posa , pronti per essere immortalati. Ahimè la foto non l’ho digitalizzata (per ora) , ma conto di farlo tanto per darvi un riferimento visivo di quello che vi ho poc’anzi raccontato. Lo schock per mia madre arrivò poco dopo , quando mio zio mi disse : ” Mauro vuoi fare un giro? “. Prontamente mia madre disse : ” Raffaele ma sei scemo quello è una creatura e tu lo vuoi mettere sopra la moto ? “. Lascio spazio all’immaginazione collettiva sul prosieguo della diatriba. Dopo un pò entrambe si girano verso di me e mi chiedono all’unisono (ma con toni di voce decisamente differenti) : ” Mauro tu che vuoi fare?”. Avrei dovuto rispondere che la domanda era superflua , ma sarebbe stato troppo pretendere una simile argomentazione da un bambino piccolo , dissi solo un : ” SI!!!!!!!!! “. Ebbene con mio immenso stupore mamma accettò , salii sulla moto , mio zio mise in moto e iniziai a volare. Ad un tratto la moto accelerò in modo dolce  , invece a me sembrò un colpo di proiettile che mi tolse il fiato. Signori all’età di 5 anni ero arrivato alla folle velocità di 80 Km/h. Quel breve tragitto sospeso a due spanne da terra è stata l’esperienza più illuminante della mia vita.

Ritornato con i piedi per terra , il mio primo pensiero fù :  ” Un giorno lo farò anche io! “. Purtroppo le situazioni remarono sempre contro questo desiderio di bambino, ma la speranza di poterci riuscire un giorno non mi abbandonò mai.Ogni volta dopo quell’evento quando sentivo o vedevo in lontananza una moto (per non parlare di quando mi passava vicino sfrecciando e rombando a più non posso) , un brivido mi pervadeva l’intera colonna vertebrale e mi incollavo al finestrino della macchina o allungavo la testa con la speranza di riuscire anche per un solo attimo a scorgere questa bestia leggendaria. Arrivarono i 14 anni , ma miei non acconsentirono al motorino , nonostante cercassi di fargli capire quanto fosse importante per me. Nel frattempo continuai ad interessarmi sempre  più all’argomento moto , avvertendo ogni volta che ne vedevo o sentivo una le stesse sensazioni adrenaliniche. Dovetti aspettare sino ai 19 anni per muovermi autonomamente con la “macchina”. Quella per me fù , come quasi tutti i ragazzi di quell’età una conquista fondamentale , ma dentro di me c’era sempre lo stesso desiderio. Quante volte invidiai alcuni miei amici anche solo perchè possedevamo uno scassato cinquantino a marce!!!

Ora che mi ricordo c’è stata una volta in cui guidai una moto , era se non sbaglio una Aprilia Rs 50  , l’opportunità nacque perchè un mio amico doveva accompagnare a casa la ragazza ma non avendo due caschi non sapeva come fare. Allora si gira verso di me e mi fà : ” Te la senti di guidare la moto fino a casa della mia ragazza ? “. Io mi giro con in faccia disegnato  un punto interrogativo e dico : ” Ma che fai mi prendi in giro ? Lo sai benissimo che non la sò portare ! “. Lui ribatte : ” E dai guarda che non è difficile ! “. Alla fine dopo buoni 15 minuti di tira e molla accetto e mi dirigo verso la moto. Metto il casco , inserisco la chiave , accendo il motore , lo faccio arrivare a temperatura d’esercizio , metto la marcia e parto , come se fossi già a conoscenza di quello che stavo facendo. In realtà ero abbastanza spaventato. Qualche istante dopo arrivai nei pressi di uno stop che con un pò di fatica riuscii a superare , poi accelerai e mi diressi verso una rotatoria. In quel piccolo tratto in sella alla moto riaffiorano tutte quelle sensazioni provate tantissimi anni prima . Vengo però riportato immediatamente alla realtà quando mi trovo questa famelica rotatoria davanti , e lì succede il patatracchete , mi si spegne il motore. Devo fare una premessa doverosa a questo punto , la moto in questione aveva dei problemi con il motorino di avviamento ed infatti era stato un miracolo che si fosse accesa al primo colpo. Cerco di rimetterla in moto , ma non ne vuole sapere allora alla disperata cerco di farla partire a spinta ma niente. Concludendo ho dovuto chiamare il mio amico , farlo tornare in dietro per venirmi a prendere e far avviare il motore. E’ stato intenso lo stesso , diciamo un assaggio di libertà che aspetterò ancora molto a lungo.

Passano gli anni , cambiano le situazioni , alcuni amici se ne vanno ed altri nuovi arrivano. Tra i nuovi conosciuti c’erano anche Matteo e Alessandro. Stiamo parlando almeno di 2 anni fà era più o meno Settembre. All’inizio era stata solo una conversazione informale , tanto per conoscersi , ma dopo un pò che ci frequentavamo Matteo se ne esce con un discorso su temi motoristici. Parlando e riparlando tra una cosa e l’altra mi comunica così come se niente fosse che è possessore di una Ducati 749 Testastretta. Cosa!!!???? Non sapevo se le mie orecchie avessero sentito bene. Poi arrivò la conferma quando un giorno si presentò spavaldamente in sella alla moto. Da quel momento vuoi che finalmente avevo un contratto a progetto per 2 anni e mezzo  (grazie alla politica per aver messo una generazione nel costante dubbio della disoccupazione e del precariato) vuoi che c’era anche Matteo che mi stimolava , mi promisi che prima del ventiseiesimo anno io avrei dovuto essere in sella alla moto.

Ci furono altri ostacoli alla realizzazione del sogno e quindi passò quasi un altro anno , intanto la ricerca della moto si intensificò. E quì entrò in scena anche Alessandro ( lo conobbi poco tempo dopo Matteo) , un giorno mi disse dai cerchiamo su http://www.moto.it/index.html e sicuramente trovi qualcosa. Cominciammo con un brainstorming per decidere la strategia d’acuqisto , il budget , il modello , la marca , la cilindrata , la guidabilità ecc ecc.  Alla fine trovai un compromesso e decisi di puntare su due moto con una colorazione specifica della quale ero innamorato. La livrea era quella ufficiale HRC fino al 2004 (credo) , Rossa Bianca e una specie di Blù-Viola. Le candidate erano due. La prima era una Honda CBR 600F  del 2000 a 1500€ che si trovava in Puglia (io abito in provincia di Roma). La seconda era sempre una Honda CBR 600F ma del 2001 a 2000€ che si trovava a Roma. La scelta per una questione economica era ricaduta sulla moto pugliese. Poi coma al solito arriva una svolta , questa volta però grazie a mia madre. Lei accetta di finanziarmi i 500 € rimanenti per comprare la moto romana.

Il sogno cominciava a prendere “corpo”.

Non passa nemmeno una settimana che accompagnato da Matteo , vado a vedere la moto. Colpo di fulmine a prima vista. Cerco di rimanere lucido e in questo Matteo mi aiuta parecchio. Passiamo al setaccio il mezzo , controllandone le condizioni. Chiediamo che ci venga acceso il motore , bè in quel momento da quello scarico io non sentivo uscire nient’altro che una fantastica melodia. Sono stati minuti di pura estasi. Mi presi qualche momento per riflettere e chiedere a Matteo opinioni tecniche prima di prendere in considerazione la possibilità di comprarla. Le parole del mio amico non potevano essere migliori e più convincenti di queste : ” Se ti piace ed è questo che cercavi , comprala “. Ringraziammo il venditore e ce ne andammo , ma io sapevo già che di lì a poco sarei tornato per portarmela a casa.

La conferma che avrei dovuto comprarmi assolutamente la moto arrivò poco dopo.

L’occasione era una serata a San Lorenzo per una festa di amici . Quella sera eravamo rimasti d’accordo che io Matteo e Alessandro , ci saremmo incontrati in piazza ad Albano Laziale e poi saremmo andati insieme alla festa. Diciamo che non è andata esattamente come speravo  , è andata decisamente meglio. Li vedo arrivare in sella alle loro moto (mentre io ero in macchina) , mi si affiancano dicendomi che mi avrebbero seguito fino a San Lorenzo e che poi ad una certa ora saremmo andati a Castel Sant’Angelo per vedere l’arrivo della 1000 Miglia. In pratica mi hanno fatto capire che il motivo per cui erano venuti in moto era l’estrema praticità del mezzo e non perchè volevano farmi rodere il fegato. Chiaramente non mi sono stati dietro , vi dico solo che ci siamo rivisti a San Giovanni , ma solo perchè non sapevano bene come arrivare alla festa. Uscimmo verso mezza notte dalla festa , mi dettero il casco e ci dirigemmo verso l’arrivo  della 1000 Miglia. Dopo tanti anni di nuovo quella sensazione indescrivibile , per vendicarmi dello sfregio gli feci fare più strada possibile (anche perchè non volevo più scendere). Però come tutte le cose belle a fine serata io ripresi la macchina e loro schizzarono via in moto.

Bene l’esperienza appena citata non ha fatto che aumentare la voglia di 2 ruote , così appena arrivato lo stipendio , andai al concessionario e realizzai il sogno di bambino che non aveva mai smesso di accompagnarmi. Ero possessore di una moto , quasi 20 anni dopo. Non vorrei apparire ampolloso ma è stata quasi un’odissea. Ricorderò il 21/04/2011 per sempre .Dovete sapere infatti che fortunosamente e caparbiamente , aggiungerei , sono riuscito a mettere insieme la cifra giusta giusta per pagare moto , passaggio di proprietà e consegna a casa. Approfitto dell’occasione e vi segnalo il sito di questa ditta serissima che effettua trasporto di moto in tutta Italia http://www.motohelp.it/ . Il giorno della presa in consegna da parte del corriere ci siamo dati appuntamento direttamente al concessionario. Una volta caricata la moto , mi sono incollato al furgone come un francobollo ad una cartolina e l’ho accompagnato nel viaggio fino alla porta del mio garage. Il momento fatidico arrivò , il corriere mi fece firmare le carte della consegna e se ne andò , lasciandomi con le chiavi in mano , dell’oggetto che avevo desiderato per un ventennio. Ragazzi ancora oggi non credo ai miei occhi quando entro nel box e la vedo lì sotto il suo telo messa sopra ai cavalletti.

Facciamo così ve la presento appena arrivata.

Vista anteriore

Altra vista anteriore

Vista laterale destra

Emozionato come un bambino

Che ne pensate? Per me è fantastica!

Ero completamente inebetito. Quel giorno ebbi la forza solo per accenderla , fra me e me dissi  : “Per oggi basta così “. E’ stato un crescendo , il giorno dopo provai a muoverla e girai come uno scemo dentro il garage per mezz’ora. Il terzo giorno venne a trovarmi Matteo per vedere in che condizione versavo . Io come al solito mi trovavo in garage (era diventata casa mia da quando c’era la moto) , come se niente fosse mi dice di portarla fuori (vi voglio ricordare che l’ultimo mezzo a due ruote che ho guidato con costanza era la fidata bicicletta). Ci riesco (con mio immenso stupore) ed inizio a farmi i primi giri nel viale sotto casa , da quel momento non mi sono più fermato.

Adesso che finalmente ero in possesso di una  moto , dovevo sbrigare la parte burocratica della faccenda , e quì cominciarono i problemi. Come ogni ragazzo della internet generation , cerco un’assicurazione online che non mi chieda un patrimonio per l’RCA , a mio malincuore  ho scoperto che più preventivi facevo più la cifra si alzava. Allora mi presi una pausa e mi buttai sull’iscrizione alla patente , ma anche li presi una batosta. Demoralizzato attesi qualche settimana prima di ritentare , nel mentre però facevo sempre pratica nel mio viale. Passati circa 20 giorni per caso mi imbatto in una scuola guida che era anche agenzia assicurativa , ” perfetto ” , pensai tra me e me. Mi feci coraggio e chiesi un preventivo (mediamente le cifre per la sola responsabilità civile si aggiravano intorno ai 2000 € annuali per una moto del 2001) ,  mi dissero che me la sarei cavata con 852 € l’anno. Sull’onda dell’entusiasmo chiesi anche il costo per l’iscrizione alla patente A3. Quì non mi andò proprio di lusso , perchè esame e affitto della moto comprese la patente costava 450€. Purtroppo questa spesa non era negoziabile. Li salutai dicendo che sarei tornato non appena fosse arrivato lo stipendio. Passa un’altro mese , torno all’auto scuola , mi riconoscono e mi dicono che l’agenzia alla quale erano affiliati non stipulava nuove polizze. NOOOOOOOOOOO!!!!!!!!! Pensavo fosse una vendetta divina o robe simili. Mantengo un minimo di contegno e mi iscrivo alla patente. Torno verso casa imbufalito. La sorte che mi sembrava così avversa mi sorride pochi giorni dopo. Grazie all’aiuto di mia madre , reperisco un’altra agenzia della stessa assicurazione , ancora più vicino a casa mia rispetto all’altra. Incrocio le dita entro e chiedo il fatidico preventivo. Passarono istanti interminabili , nella quale diedi tutte le informazioni necessarie . Terminato il processo la signora mi dice che erano 1000€ annui , non le ho dato nemmeno il tempo di concludere la frase che avevo già tirato fuori i soldi. Anche questa era fatta.

In questo arco di tempo però non avevo smesso di allenarmi sotto casa mia , ed ero arrivato a percorrere 16 km. Tenendo conto delle dimensioni del viale (poco più di 100 m) ,  iniziavo a prendere familiarità con i vari comandi del mezzo.

Ora mi aspettava solo l’ultima parte del viaggio , l’abbigliamento tecnico. Riuscii a trovare tutto quello che mi serviva per iniziare , casco , giacchetto e guanti. Arrivò infine anche il foglio rosa , così avrei potuto farmi un giretto per la strada. Appena Matteo e Alessandro appresero la lieta notizia , si presentarono sotto casa mia mi strapparono letteralmente dal letto e mi ritrovai vestito con il casco in testa , teso come una corda. Non ero mai uscito per strada, mille pensieri mi offuscavano la testa e mi paralizzarono. Provai a partire ma la moto si spense , ” Niente di grave pensai ” . La tensione salì , ma tutto sembro scivolarmi di dosso non appena iniziai a muovermi sulla strada.

Finalmente ce l’avevo fatta!!!!!!

P.S.

Volevo ringraziare tutti quelli che mi sono stati vicini e mi hanno sostenuto in questa mia piccola impresa. Grazie di cuore.

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