Home > Cose che Accadono > Grazie amico per avermi fatto conoscere il GSSS

Grazie amico per avermi fatto conoscere il GSSS

Dopo quasi un anno di moto , ho notato che ancora non mi sentivo appagato dal mio modo di guidare. Quando comprai la moto ero così contento di poterci stare sopra che non mi importava altro , dopo 8-9000 km però , sentivo che ancora mi mancava qualcosa. Raccontai allora questa sensazione al mio amico Alessandro , lui mi rispose che subito dopo aver preso la sua prima moto, una Triumph stree triple , voleva qualcuno con un pò più di esperienza che gli insegnasse qualche trucchetto del mestiere. Ma ancora non bastava a saziare ne la mia ne la sua sete di sapere , ed iniziò a cercare su internet qualcosa che lo soddisfacesse. Gira che ti rigira trova una sito web che ben si presentava e sembrava essere in possesso di tutti i requisiti necessari. Il link alla pagina è : http://www.gsss.it/ . Mi raccontò la sua esperienza a questo mini corso di guida sicura. Durante i suoi racconti di quei giorni notavo una luce nei suoi occhi , cosa che mi faceva ben intendere quanto si fosse divertito. Decisi dopo aver ascoltato le sue storie di iscrivermi e lui entusiasta mi disse che avrebbe rifatto volentieri il corso. Detto fatto , prenotammo il corso n° 6 del GSSS Classic che partiva dal 13/06/2012 per concludersi il 16/06/2012. Dovete sapere che questa scuola è l’unica in Italia ad essere riconosciuta dal’FMI (Federazione Motociclistica Italiana) , e se vi interessa può darvi la possibilità superando i corsi Classic (con un punteggio di tipo Expert) , Special (con un punteggio di tipo Mster IGS) e di Formazione di diventare tu stesso un’istruttore IGSS. Una figata pazzesca per chi di moto è appassionato.

Arriva il grande giorno della partenza con Alessandro ci diamo appuntamento dopo il ponte di Ariccia alle otto , otto e qualcosa del mattino , per partire col fresco. La notte prima della partenza non riuscivo a prendere sonno mi rigiravo nel letto come un’anguilla fuori dall’acqua. Appena scorgo il primo raggio del sole sono già in piedi , guardo l’orologio le sei del mattino , nnnnnnnnooooooooooo!!!!! , penso tra me e me , è troppo presto ora che faccio fino alle otto? Il tempo sembrava immobile più guardavo l’orologio e più avevo la sensazione che le lancette invece di andare avanti tornassero indietro. Mi ero stancato di aspettare quindi decido di partire un pò prima , saluto mia madre , mio fratello e mi incammino. Arrivo all’appuntamento con circa dieci minuti di anticipo niente di grave , penso , ignaro della lunga attesa che invece mi attendeva. Passano quindici minuti ma del mio amico nemmeno l’ombra , allora prendo il telefono stavo per chiamarlo quando vedo la mia bella motina in penombra e gli scatto una foto.

Il viaggio Inizia

Passano altri dieci minuti , mi decido quindi a chiamare Alessandro e lui candidamente mi risponde che era ancora a casa. Alla fine arriva in tutta comodità intorno alle otto e trentacinque. Sosta in piazza ad Albano Laziale per una colazione (orribile) , rifornimento e via verso l’autostrada. Devo fare una piccola parentesi a questo punto , la segreteria del centro tecnico ci aveva messo in contatto con altre persone che da Roma avrebbero dovuto raggiungere il centro tecnico ma avrebbero voluto partire più tardi quindi non ci saremmo dovuti incontrare invece……. La prima sosta autostradale l’abbiamo fatta esattamente e senza volerlo al punto di rendezvous stabilito dalle altre persone e per uno strano caso ci ritroviamo davanti ad una di loro che era arrivata prima. Si presenta dicendo :” piacere sono Valentina”. Ci spiega che di lì a poco sarebbero arrivati anche Paolo e Federica. Data la coincidenza di eventi abbiamo deciso di aspettare gli altri e partire alla volta di Polcanto tutti insieme. Il viaggio in autostrada si è rivelato noioso come sempre , però arrivati alle porte dell’uscita di Barberino il cuore ha iniziato a battere più forte. Più ci avvicinavamo a Borgo San Lorenzo e più l’emozione aumentava. Al primo bivio , il primo tuffo al cuore , sotto la freccia di Borgo c’era scritto Mugello , poi al secondo c’era scritto Scarperia infine all’ultimo incrocio vedo scritto “Autodromo del Mugello” , e quasi ci rimango secco. Di comune accordo avevamo precedentemente stabilito che non appena arrivati a Borgo ci saremmo fermati a mangiare , e così fu. Accostammo a quello che per noi romani poteva essere considerato un pub , invece con nostra sorpresa il menù che ci presentarono davanti era di tutt’altra entità. Io presi dei tortellini panna e prosciutto meravigliosi , Alessandro e Paolo dei tortelli al sugo e Federica e Valentina non ricordo. Dopo un pò Federica ci dice che ci avrebbe raggiunto anche il suo ragazzo Gianpaolo. Finito di mangiare ripartiamo tutti insieme , Alessandro passa in testa visto che lui era già stato lì e ci porta di fronte ad una stradina stretta mezza dissestata e piena di buche , il nome della strada non poteva che essere via del motocross. Più salivamo per raggiungere il centro e più la strada peggiorava fino ad arrivare alla discesa della morte come da me soprannominata. Vi allego una foto che vi farà capire meglio di cosa sto parlando.

La discesa della morte

Anche per i meno esperti salterà all’occhio che la discesa non è asfaltata  , vi posso assicurare che una delle cose che il motociclista con una moto stradale non vorrebbe mai affrontare è una cosa simile. Entriamo nel centro liquidiamo le scartoffie e ci consegnano uno zainetto contenete un pò di gadjet della scuola.

Il centro tecnico

Saliti in camera esultiamo perchè aprendo le finestre questo era il panorama che vedevamo.

Pista di motocross

Ebbene si entrambi le finestre della nostra camera si affacciavano su una pista di motocross. Da paura!!!!! Ci sistemiamo e usciamo per guardarci un’attimo intorno.

Il Garage

La foto soprastante mostra dove le nostre motine hanno riposato per giorni. Questo invece era quello che avevamo di fronte.

Vista del laghetto

Già avevo compreso che questo posto mi sarebbe mancato. Ci dirigiamo verso il ristorante per fare la conoscenza di uno dei tre istruttori. Si chiamava Rodolfo che ci accoglie col classico accento toscano , subito ho sentito una grande passione per quello che faceva , si vedeva benissimo che anche se non era il lavoro che gli permetteva di mettere il pane in tavola ci metteva tutta l’anima. Dopo una mezz’ora arriva anche il secondo istruttore Paolo , anche lui appassionatissimo alla causa moto , di lui invece ho notato la precisione nel trattare gli argomenti , non a caso era del nord. Per ultimo è arrivato Lorenzo , con lui non ho avuto modo di parlare perchè subito dopo siamo andati in aula per un’oretta di lezione per presentarci il corso ed i suoi obiettivi. Finito il briefing andiamo a mangiare , il cibo era fantastico , poi un pò di chiacchiere e tutti a nanna.

La sveglia il giorno dopo non suonò (grazie al telefono ipermegatecnologico di Alessandro) , ci svegliò invece un suono più strano era Valentina che si stava facendo la doccia nella stanza a fianco. In dieci minuti ci svegliamo e ci vestiamo , andiamo subito a fare colazione , torniamo in camera per riassumere un’aspetto umano e poi via in aula. La lezione verteva sul come si sarebbe svolta la giornata. Ci spiegarono che saremmo usciti tutti insieme e poi ci avrebbero lasciato andare su un tratto di strada che loro chiamano “il Centocurve” dove osservando il nostro stile di guida , ci avrebbero diviso in tre gruppi non appena avessimo effettuato la prima sosta. Il gruppo rosso , doveva essere quello con più “esperienza” , seguito da quello blu “intermedio” e quello bianco “principiante”. Ci avevano spiegato che per permettergli di riconoscerci , dovevamo una volta fermi , rimanere in sella e con  il casco in testa . Io quel giorno siccome faceva un pò freschetto avevo sotto la giacca anche la felpa , di conseguenza stavo morendo dal caldo. Cominciano la consegna delle fasce, subito consegnano la fascia rossa ad Alessandro e con mia sorpresa poi Paolo si avvicina porgendola anche a me. Ero stracontento , mi avevano reputato uno che almeno sapeva “guidare” la moto. Subito dopo ci divisero in gruppi e scoprimmo che il nostro istruttore sarebbe stato Rodolfo. Il nostro gruppo era formato da 6 allievi. Ci dirigemmo al passo della Futa dove ci fecero fare delle “vasche” , ovvero ripercorrere più volte uno stesso tratto di strada per prendervi confidenza. All’inizio era Rodolfo ad aprire il gruppo ma man mano che andavamo avanti lasciava strada agli altri per osservarli alla guida. Ci fermammo poco dopo e l’istruttore passò in rassegna ciascuno di noi , dicendoci cosa migliorare , cosa andava bene e cosa avremmo dovuto imparare. Ci si presentò una mattinata di moto molto lunga e faticosa ma pur sempre divertente e stimolante , finalmente poi arrivammo al luogo stabilito per il raduno ed il pranzo. Ci trovammo davanti ad un’altro angolo di paradiso toscano.

La prima sosta 1

La prima sosta 2

La prima sosta 3

La prima sosta 4

Ci accomodammo all’ombra di una struttura posta sotto degli alberi e dopo qualche minuto di attesa pensai :”in Toscana si mangia proprio bene”.

In Toscana si mangia proprio bene

La tavolata

Alla fine del pranzo si dà uno sguardo intorno e vedo un punto di assoluta perfezione , sempre tra me e me dico :”se ti metti lì sdraiato e chi t’ammazza”.

e chi t’ammazza……

Appena iniziata la digestione gli istruttori ci dicono che era ora di risalire in sella.

Si riparte 1

Si riparte 2

Si riparte 3

Si riparte per il passo della Faggiola , stesso modus operandi della mattinata quindi piccolo briefing , chiacchierata e poi rientro in albergo. Una volta in stanza io e Alessandro facciamo il resoconto della giornata e chiaramente non poteva essere che positivo e soddisfacente , quindi doccia e poi via al ristorante per cena. Lì come la sera prima ritroviamo anche Paolo , Giampaolo , Federica e Valentina. Ci scambiamo reciproche opinioni su come fosse trascorsa la giornata , le sensazioni provate , le paure , le soddisfazioni , le prese in giro , si respirava una bella aria. Il passo successivo era invadere il letto e farsi un bel sonno fino alla mattina seguente. Per evitare l’esperienza traumatica della mattina precedente decidemmo di mettere due sveglie , sicuramente almeno una avrebbe suonato.

Il terzo giorno arriva annunciato dalla sveglia , ma ancora non potevamo prevedere come di lì a poco ci avrebbe stupito. Solita routines e poi giù a fare colazione. Tutto sembrava normale poi arriva Luigi , un nostro compagno di corso , con un piatto in mano si siede , prende forchetta e coltello e inizia a mangiare il pollo della sera prima. Erano le 8:06 del mattino.

Il pollo alle 8

Mitico Luigi!!!! Non avevo mai visto una cosa simile. Ripresomi dallo shock torno al tavolo con Alessandro finiamo di fare colazione , si torna nuovamente in camera , rinfrescatina al volo e poi dritti a lezione. Subito notammo che dirigendoci verso l’aula ancora non c’era nessuno , chiedemmo spiegazioni , e ci fu detto che il giorno prima c’era stata una caduta senza conseguenze ma che la moto doveva essere portata a riparare. Poco dopo infatti arrivò Lorenzo che invece di andare a casa con la propria moto , era tornato con quella incidentata. La lezione iniziò e ci comunicarono il cambio di istruttore quel giorno Rodolfo andò con i bianchi , Paolo con i blu e Lorenzo con i rossi. Subito ci disse che per arrivare alla nostra meta c’erano una ventina di chilometri di dritto , ma che comunque li avremmo sfruttati. Tutti i facenti parte del gruppo dei rossi avevano un punto interrogativo disegnato sul volto. Perplessi partimmo e dopo la solita sosta al distributore , iniziammo a fare degli strani esercizi in moto che sinceramente non saprei come descrivervi , posso dirvi solo che visti arrivare da bordo strada risultavamo abbastanza goffi. Arrivati al passo del Muraglione , Lorenzo ci spiegò come si sarebbe svolta la lezione giornaliera e come avrebbero funzionato le riprese. Ebbene si , ci avrebbero ripreso durante la marcia in ben due occasioni , la prima , effettuata in mattinata , serviva solo come dvd ricordo da consegnare all’allievo una volta finito il corso. La seconda invece sarebbe stata effettuata nel pomeriggio (dopo pranzo) e sarebbe servita agli istruttori come riferimento video per assegnarci il voto , il punteggio del corso ed anche per dare a noi un riferimento visivo di quali fossero le cose da migliorare nel nostro stile di guida. Bene , pensai e vidi più o meno le stesse emozioni disegnate anche sugli altri volti. Ok , un respiro profondo e tutti in sella , diretti verso la sommità del passo , solita formula dei giorni precedenti l’istruttore apre la strada e poi ti fà passare per vedere i miglioramenti. In salita tutto bene , la parte in discesa PAURA , in un tornante stretto perdo per una frazione di secondo la ruota posteriore. Mi si ferma il cuore e vado in palla tanto che sbaglio anche la curva successiva. Ci metto qualche attimo a riprendere e nel frattempo faccio passare tutti i miei compagni davanti. Arrivati al punto di ritrovo a valle scopriamo da degli operai che erano appena state rifatte le righe della strada e che quindi i punti più vicini alla vernice erano scivolosi. Fantastico!!! Almeno ora però sapevamo che parte della carreggiata evitare. Arriva finalmente il momento del pranzo , ma da poveri illusi quale eravamo pensavamo di arrivare al ristorante in maniera semplice , sbagliatissimo. Lorenzo si ferma a metà di una curva a destra e ci dice di imboccare una strada sterrata in salita , una bella salita , *à$!”&%$%&$% , ho preferito mettere un pò di simboli al posto della parolaccia.  Però l’impresa è valsa la pena perchè abbiamo mangiato divinamente. Il posto era meraviglioso e ci siamo fermati un pò lì per digerire. Arriva il momento di ripartire , consapevoli che di lì a poco ci avrebbero ripreso nuovamente , questa volta però per giudicarci. Io e Alessandro speravamo di non fare pessime figure. Questa volta però non ci dividiamo per gruppi ma andiamo , sempre divisi per colori , verso la stessa meta , il passo della Colla. Ci fanno fermare ad un piazzale e ci dicono che avremmo dovuto percorrere un pezzo di strada fino ad arrivare al punto di ritrovo dove ci aspettava un’altro istruttore. L’ordine di partenza era il seguente : bianchi  , blu e rossi. Ognuno doveva attendere il via dell’istruttore prima di partire. Tocca a me , mi inserisco in strada e cerco di sgombrare la mente e di essere il più fluido possibile , in realtà penso solo alla curva dove l’istruttore sarà appostato ed io farò un errore , tanto per cambiare. Succede tutto il contrario , la strada si chiude davanti a me e penso solo a guidare e a stento intravedo la telecamera che mi riprende. Arrivo al punto di ritrovo con l’adrenalina a mille ma abbastanza soddisfatto della prima tornata. Attendo con impazienza il mio turno per risalire in sella. I minuti sembrano fermarsi poi ad un tratto parto e mi ritrovo di nuovo a danzare tra le bellissime curve e i fantastici paesaggi toscani. Finito le riprese ci ritroviamo tutti ad un bar più o meno a metà del passo , ci riprendiamo un’attimo e si ridividono i gruppi. Lorenzo ci dice in maniera bonaria come se fosse uno scherzo :” l’ultimo che arriva a fondo valle con il motore acceso ma in folle paga da bere a tutti”. Io e Alessandro all’inizio pensavamo fosse uno scherzo , quando vediamo gli altri del nostro gruppo spingere la moto per la discesa capiamo e partiamo a nostra volta. E’ stata una delle cose più divertenti che mi sia mai capitata , immaginatevi la scena di questi cinque pazzi a motore acceso , cercando di frenare il meno possibile e recando la minor resistenza aerodinamica , che passano vicino ad un gruppo di persone che passeggia. Sicuramente avranno pensato che eravamo fuori. La sfida si conclude con Alessandro che arriva ultimo , causa il peso ridotto del pilota più la moto. Ci facciamo tutti una grossa risata e ci incamminiamo verso il centro tecnico. Visto che il giro pomeridiano era finito e ancora mancava un pò di tempo ci siamo ritrovati fuori dal ristorante per due chiacchiere in compagnia , vi mostro un po di facce.

Ozio 1

Ozio 2

Ozio 3

Terminati questi attimi di spensieratezza andiamo tutti verso l’aula consapevoli che quello sarebbe stato il momento cruciale del corso. Io non ce la facevo più ad aspettare e guardandomi attorno vedevo che il sentimento era comune. Inizia la riproduzione e le facce si fanno sempre più tirate , ad ognuno venivano sottolineai sia i pregi che i difetti dello stile di guida. Tocca a me , parte il video , l’istruttore chiede , come ad ogni altro prima di me di riconoscere la moto , il bello è che io non mi riconosco fino a quando la moto è a metà curva , quindi dico il mio nome. Passano in rassegna il mio video e stranamente sono più i pregi. Meno male. Poi tocca al mio amico e devo dire che secondo me il suo modo di guidare è più evoluto infatti trovano meno difetti. Tiriamo entrambi un bel sospiro di sollievo e ci riteniamo più che soddisfatti del risultato. Terminate tutte le proiezioni , andiamo dagli istruttori per comunicargli che l’indomani non avremmo preso parte all’ultima lezione perchè Alessandro avrebbe dovuto essere a Roma per le diciassette. Chiaramente il motivo era serio e quindi hanno accettato di buon grado la nostra dipartita. Quindi ci siamo diretti al ristorante. Altra megamangiata , la serata sembrava essersi conclusa lì , invece , al momento di andarcene Lorenzo , Rodolfo e Paolo chiedono gentilmente di rimanere tutti a tavola perchè ci sarebbe stata una consegna straordinaria di diplomi. Subito sulla mia faccia e quella di Alessandro si stamparono due sorrisi a trentasei denti , sembravamo in preda ad una paresi facciale. Ci spiegano che questa era la prima volta che avveniva la cerimonia con un giorno di anticipo e che tutte le altre volte l’attestato non era stato consegnato. Oltre il sorriso , la soddisfazione è stata immensa , quando poi abbiamo visto i punteggi , c’è mancato poco che ci prendesse un coccolone. Stringiamo le mani e ringraziamo tutti , anche i nostri compagni di corso , ma sempre con la paresi facciale stampata.

Consegna dei diplomi 1

Consegna dei diplomi 2

Consegna dei diplomi 3

La contentezza e l’ego smisurato da tre angolazioni diverse. Mi sembrava di essere tornato bambino , subito dopo la consegna dei diplomi di terza media. Non ci capivo più nulla , dovetti andare a prendere un pò d’aria e mettermi seduto qualche momento per riprendermi. L’atmosfera di questi giorni è stata meravigliosa , tutto è stato perfetto , gli istruttori sono stati molto comprensivi , il giusto rigidi ma anche tanto simpatici e cordiali. Continuai a ringraziarli ancora ed ancora , poi l’occhio ci cadde su un biliardino , il torneo era iniziato. Passammo una buona oretta tra risate , gol e prese in giro , poi come tutte le cose belle dovemmo andare a dormire  poichè il giorno dopo avremmo dovuto rientrare a Roma.

L’ultima mattina , fu carica di emozioni contrastanti , dispiacere , soddisfazione , gioia , la facevano da padrone. Sapevamo bene entrambi che quello era l’ultimo giorno di vacanza e che l’indomani ci sarebbe stato chi tonava al lavoro e chi cominciava una nuova vita. Scendemmo per l’ultima volta a fare colazione , poi ci aggirammo un pò tra i corridoi dell’albergo e il garage scambiando due parole con chiunque incontravamo. Le ultime immagini di quei meravigliosi giorni ci sono state fatte da Federica e Valentina.

Ce la tiriamo

Un’ultimo controllo prima della partenza

Iniziamo il giro dei saluti e dei ringraziamenti per ultimi lasciamo i “maestri” Lorenzo , Rodolfo e Paolo , ringraziandoli nuovamente per l’onore concessoci e per il tempo dedicatoci. Poi piano piano i gruppi partono per l’ultimo giro dove , avrebbero riscontrato i miglioramenti appresi durante i giorni di corso. Rimaniamo solo io ed Alessandro , ci guardiamo intorno ancora per qualche istante , giusto per fissare bene in mente gli ultimi istanti della nostra vacanza. Scacciata via questa sensazione di leggera tristezza saltiamo in sella direzione Roma.

Le ultime righe le dedico a tutti i nostri compagni motociclisti e agli istruttori , ma in particolar modo al mio amico Alessandro.

GRAZIE.

P.S.

Consiglio a tutti di provare questa esperienza , il GSSS ha cambiato radicalmente il rapporto che ho con la strada e la mia moto.

Annunci
  1. paolo
    22 giugno 2012 alle 12:37

    Mauro sei un grande!! Mi piace il racconto e la passione che metti nelle cose che fai.
    Sei proprio un ragazzo in gamba ed un ottimo pilota. Non solo sai -ora di più- guidare bene, ma sei anche fascia rossa per maturità, correttezza e simpatia 🙂
    Paolo

    PS. un’informazione, sono sicuro che sei preparatissimo come sempre: cosa mi sai dire sulla BMW di prossima uscita, la BMW- R- TRCPLA465ZXHKJNML97″%&.ò@KK43191211!”£òòòò@@@z5antani????????

    • 22 giugno 2012 alle 12:48

      Grazi Paolo,
      per aver dedicato un pò del tuo tempo al mio breve raccontino.

      Per quanto riguarda la BMW- R- TRCPLA465ZXHKJNML97″%&.ò@KK43191211!”£òòòò@@@z5antani , potrebbe essere prematurata con il doppio scappellamento a destra o a sinistra , dipende!!!!

  2. Vale Bisky
    22 giugno 2012 alle 13:15

    …. grande Mauro!
    mi hai fatto venire lacrimuccia e brividi… 🙂 è stata un’esperienza bellissima anche per me..molto intensa per tanti motivi mie personali che non sto quì ad elencare …
    ma è stato tutto perfetto .. io e il mio Mostro .. già con lui io sono felice..e poi il mitico “gruppo Roma-Genova” e poi Paolo Rodolfo e Lorenzo… il grande Luigi… le curve ..i panorami..e soprattutto le risate…!!
    quando vi ho visto all’area di servizio ho pensato “ecco i soliti pischelli smanettoni”!! PERDONO…tu e Ale siete stati carinissimi, correttie rispettosi….. durante il viaggio in autostrada rispettando i tempi di tutti…
    ma soprattutto, sotto il casco sorridevo sempre, mentre ci incrociavamo sulle strade, divisi in gruppi, mi avete sempre salutato con un gesto…come per dire “dai Vale” .. 🙂
    siete stupendi!!!!

    questi 4 giorni non li dimenticherò mai…
    e spero siano l’inizio di tante altre belle uscite in moto

    Vale Bisky

    • 22 giugno 2012 alle 13:59

      Daje Vale,
      ringrazio molto anche te per aver perso un pò di tempo in questa lettura , spero anche io in una celere organizzazione per una motomagnata.

      🙂

  3. Raffaele
    23 febbraio 2013 alle 20:16

    Che dire!!!!! Bello. bellissimo!!!!!
    non ho mai dubitato della sensibilità e delle capacità dei miei nipoti!!! Sono due grandi!!!!!!!!!!! Ognuno a modo suo e ognuno nel suo campo!!!
    Via così, ragazzi, a tutta manetta!!!!!!!! Come recita un motto ducatista ” nel dubbio tiè aperto”!

  4. Andrea
    16 gennaio 2014 alle 23:41

    Ma grandi. Bel racconto. Io c’ero, con la mia incredibile Ducati Monster S4RS Testastretta. Tutto vero e da ripetere, sicuramente.
    A presto.
    ciao

  1. No trackbacks yet.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: